SONO IO!!!

[..] il momento in cui l'odore di caffè si sparge per la casa, e comunque non sono mai riuscito a farne uno senza dimenticare qualcosa: una volta manca l'acqua, l'altra ho dimenticato il caffè, la terza trovo la moka col manico sciolto e schizzi nerastri fin sul soffitto, perché nel frattempo mi sono imbambolato davanti alla tivù.

NON AVEVO CAPITO NEINTE - Diego De Silva

Nell'arco della giornata, se uno ci pensa sopra, gli capitano diverse occasioni in cui si trova a fare qualcosa, - generalmente di sportivo o comunque di leggero, che abbia una vaga suggestività estetica, - come se a pochi metri di distanza ci fosse una troupe al completo che lo sta riprendendo. Cose tipo disinnescare l'antifurto della macchina con una puntata decisa del telecomando per poi mettersi rapidamente al volante (magari togliendosi la giacca nell'atto di entrare), oppure guardare intensamente un punto indefinito, manco si fosse attraversati da un pensiero profondissimo. Questo recitare non richiesto, questa illusione di un pubblico che stia lì a prendere il meglio di noi mentre fingiamo di non sapere d'essere guardati, è la povera rivincita sulla modestia delle nostre vite, che da sempre l'arte popolare ci offre (e la ragione per cui, in fondo, non la lasciamo morire).


IL SOGNO DELLA NOCILLA

La crtica scrive cose contrastanti e io non so dove collocarmi. Nel senso che è stata per certi versi una fatica leggerlo, io non ho la memoria buona ed è stato una bel casotto capirci qualcosa visto che i personaggi li ritrovi anche dieci capitolli più in là.. però non posso non dire che è un impegno coraggioso quello che si è assunto l'autore. Ora, anche se io che l'ho appena finito non so dirvi di che parla e non so dirvi se mi è piaciuto o no, vi dico per certo che leggerò gli altri 2. Eh si perché Nocilla Dream, nato dalla congiunzione della lettura dell'articolo "L'albero generoso" di Charlie LeDuff (The New York Times, 10 giugno 2004), e dalla scoperta fortuita, in una bustina di zucchero di un ristorante cinese, del verso di Yeats "Tutto è cambiato, profondamente cambiato, è nata una terribile bellezza", insieme all'ascolto fortuito quello stesso giorno della canzone "Nocilla, qué merendilla!" dei Siniestro Total, è stato scritto tra l'11 giugno e il 10 settembre 2004 nelle città di Bangkok e palma di Mallorca. Il cosiddetto Progetto Nocilla, costituito da Nocilla Dream e i successivi Nocilla Experience e Nocilla Lab, risponde alla traslazione di alcuni aspetti della poesia postpoetica in ambito narrativo.

la mia banda suona il (punk)rock

Niente di che. Si può leggere e sorridere magari. Ma niente di che.Niente di che. Si può leggere e sorridere magari. Ma niente di che.

NON AVEVO CAPITO NEINTE - Diego De Silva

Quante ne avrei da dire su questo libro... Intanto lo consiglio a chi è piaciuto Mordecai Richler, John Fante, Andrea G. Pinketts, Efraim Medina Reyes, Pablo Tusset. A chi vuole ridere un po' riflettendo sui nostri atteggiamenti nel quotidiano!
"Io vorrei, vorrei davvero che i dispiaceri scaduti, le persone sbagliate, le risposte che non ho dato, i debiti contratti senza bisogno, le piccole meschinità che mi hanno avvelenato il fegato, tutte le cose a cui ancora penso, le storie d'amore soprattutto, sparissero dalla mia testa e non si facessero più vedere, ma sono pieno di strascichi, di fantasmi disoccupati che vengono spesso a trovarmi. Colpa della memoria, che congela e scongela in automatico, rallentando la digestione della vita e ti fa sentire solissimo nei momenti più impensati"

"E’ che io soffro di un disturbo morfosintattico, un guasto della struttura delle frasi. Praticamente, perdo i bulloni dei periodi. Mi partono le parole, se ne vanno per i fatti loro. Non rispettano le precedenze [...] Il fatto imbarazzante è che io la frase la penso giusta, solo che esce smontata."
"ha sempre goduto dell'immunità sentimentale. [...] è una prerogativa delle stronze, consiste nel farsi amare all'infinito dando in cambio poco più di niente."

"La verità è che ci sono persone, vai a capire com'è che succede, che hanno la capacità di beccarti nella tua versione più insulsa, di farti esprimere sempre al minimo delle tue possibilità."

"Non si può fare affidamento sulle parole, questo è tutto. In certi momenti, quando guardi qualcuno che ti ha detto una cosa che avevi messo da parte, convinto che fra voi avesse un qualche valore, e t'accorgi che manco se la ricorda, quella cosa, allora pensi che è proprio meglio che lasci perdere e che non ci pensi proprio più."

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