Enzo Tortora. lettere dal carcere.

"Prima di essere accusato devo essere in colpa, e se i miei nemici fossero venti volte più numerosi, e se ciascuno di essi avesse una potenza venti volte superiore, non potrebbero farmi nulla di male, finchè continuerò ad essere sincero, leale, innocente." Shakespeare, Enrico VI, atto II.
Ho appena finito di asciugare il fiume di lacrime che mi ha scaturito la lettura di questo libro. Le parole che Enzo Tortora indirizzate alla figlia mentre subisce un'ingiustizia che definire assurda è solo un complimento, perchè quell'ingiustizia è stata il suo omicidio.
Mi dispiace non averlo letto prima del mio viaggio in treno con Daniele e gli altri napoletani. In quella splendida carrozza di treno abbiamo parlato di tutto. Io stavo leggendo un libro del 67 di Enzo Tortora (libro che poi ho abbandonato perchè per quanto divertente, ha uno stile troppo difficile e di ironia troppo sottile per me). Alchè Daniele ha detto "Enzo Tortora.. Mago Zurlì no?". Deve aver letto chissa cosa nel mio volto per reagire alzando le mani e dicendo "oh oh io sono dell'83!!" Ragazzi mi ha fatto morire. L'altra compagna del 76 (che dai cartoni animati, alla politica, al mio Travaglio Marcuccio, avevamo una compatibilità di "gusti" al 100%) era al telefono, e non ha potto aiutarmi a spiegare chi fosse Enzo Tortora. Poi ero anch'io una bambina nell'83 (e solo oggi scopro che l'anno in cui Daniele è nato, è anche l'anno del suo arresto), non mi sono mai interessata di attualità o politica, allora mi avevano convinto che il presentatore di portobello andava in giro a regalare ai bambini le caramelle con la droga (beata innocenza dei bambini, maledetta ignoranza degli adulti). Solo pochi anni fa ho capito che non era proprio così.. solo adesso (maledetta mia ignoranza) scopro il ruolo della camorra, e tutto il resto..
Ecco Daniele, mi spiace non averti potuto spiegare, una settimana fa, quel che so solo oggi.
"Io sono ricco ormai di una esperienza umana e sociale fino a ieri impensabile. Qui non faccio che veder gente che da sei mesi o un anno apetta un interrogatorio. Questo te lo confermo, è un Paese infame. Ora che pago sulla carne e nel modo più feroce e ingiusto, ora che vedo, beh, ti posso assicurare che io sono nato il 17 giugno" (data dell'arresto di Tortora).

"Io uscirò senza fango: ma purtroppo senza più illusioni."

"Coraggio, disprezo per la menzogna, sincerità e forza."

"Io tiro avanti, Silviotta mia, in questa battaglia dove il nemico si nasconde, si cela, aumenta, tace. Ma uccide. Ma esiste... [...] I giorni diventano sempre più pesanti ma il morale non è a terra. C'è solo, ormai, l'ostinata verifica che queso Paese è perduto. Non esiste. Finge di vivere: ma è un'altra cosa."

"Ti sembrerà magari strano questo mio desiderio, ma è notte, e i ricordi arrivano calzando soffici scarpine. Se tu potessi trovarmiun testo, greco, di Antigone, magari un'edizioncina scolastica. Lo studiai per la maturità (che parola cretina, per una cosa che non arriva mai...) e ne ho un ricordo così bello... Vorrei ristudiarla, parola per parola, ora che le leggi di Creonte dimostrano di essere ancora più barbare e si "concede" sepoltura ai vivi..."

"29 Luglio. [...] da Palermo la notizia dell'esplosione dell'autoblindato del magistrato (Rocco Chinnici ucciso in via Pipitone. Con lui muoiono i carabinieri Mario Trapassi e Edoardo Bartolotta. E il portiere dello stabile Stefano Lisacchi). Mia angoscia. Qui la cosa è accolta con indifferenza. Ma essere qui per reati simili a quelli che hanno ucciso il magistrato mi dà la nausea, capogiro, vergona."

"Io concluderò questa lotta (di lotta si tratta) come dignità e onore comandano. [...] Se la sentenza (quella di primo grado) sarà, come sono certo, di condanna, io mi dimetterò dal mandato (di europarlamentare dei radicali) obbligandoli a chiedere il mio arresto. E mi costituirò [...] sai che non posso vivere, sia pure in un Paese dove la viltà è considerata alimento primario, neppure un istante. [...] il tuo papà è quello di sempre. Bene, cuore mio. Con l'ultimo atto, che comincia adesso, sarà un o' più di sempre. Non ti dico altro. Sii serena. Con tutti. Finirà presto. Ma finirà, perdio, come io volgio. E come Giustizia, verità, civiltà comandano."

"Ma la menzogna, l'abuso del potere, la violazione delle leggi e delle regole più note e ricevute, l'adoperar doppio peso e doppia misura, sono cose che si possono riconoscere anche dagli uomini negli atti umani; e riconosciute, non si possono riferire ad altro che a peggiori pervertitrici della volonta... Si scopre un'ingiustizia che poteva essere veduta da quelli stessi che la commettevano, un trasgredir le regole ammesse anche da loro, dell'azioni opposte ai lumi, che non solo c'erano nel loro tempo, ma che essi modesimi, in circostanze simili, mostrarono d'avere..." Manzoni, Storia della colonna infame

L'ORATA INNAMORATA

Ricette afrodisiache e narrativa nuda
appunti per una cucina vietata ai minori di anni 18




"Queste notti senza fine
hanno un sapore troppo amaro
di delusioni e occasioni perse
di carne cruda mista a menzogna"

La Crus
hai percorso così velocemente lo spazio,
che non hai sentito il vento tra i capelli. Per un attimo il tuo sangue ha anche smesso
di scorrere. Pensi che sia una cosa giusta. Tra l altro potrebbe essere anche un
soluzione.
Oppure no.
In questo momento ti senti confuso. Forse per qualcosa che hai fatto e ti senti
colpevole. Vorresti chiedere scusa ma non sai come. Non sai neanche dove, perché.
A che risultato si arriverebbe? Sarebbe anche unottima soluzione. Solo se fosse
realmente plausibile.
Immagina immaginazione immagina.
Potresti anche piangere ma le lacrime dovresti conservarle. Dovresti raccoglierle in
qualche vetro trasparente.
Lodore della pelle dipende dall alimentazione. Non è una questione di razza ma di
spezie. Non siamo tutti uguali, non è solo una quastione di pelle, ma di odore, di
profumo, di essenza.

IL GIUNCO MORMORANTE

E' armonia nelle onde marine,
nelle furiose dispute degli elementi.
Melodiosa musica, il fruscio
scorre tra i fluttuanti giunchi.
In tutto è un ordine inviolabile,
e piena consonanza è nel creato;
solo nell'illusoria libertà
ci sentiamo divisi da natura.
Di dove, come è nata la discordia?
Perché nel coro universale l'anima
non canta come il mare, e il giunco
pensante mormora, protesta?
E dalla terra alle estreme stelle
non ha risposta fino ad oggi
il clamore della voce nel deserto,
il lamento dell'anima braccata?


Fedor Tjutcev 1865

Nella vita di ognuno esistono momenti - quando la porta sbattuta all'improvviso e senza alcun visibile motivo di colpo si riapre, quando lo spioncino chiuso un attimo fa viene di nuovo aperto, quando un brusco "no" che sembrava irrevocabile si muta in "forse" -, momenti in cui il mondo intorno a noi si trasfigura, e noi stessi ci riempiamo di speranza come di nuovo sangue. È stata concessa una proroga a qualcosa di ineluttabile, definitivo; [...] Una voce ci avverte che non tutto è perduto. E con gambe tremanti e lacrime di gratitudine passiamo nel locale adiacente, dove ci pregano di "aspettare un poco" prima di spingerci nel baratro. [...] ognuno di noi ha la propria no man's land, in cui è totale padrone di se stesso. C'è una vita a tutti visibile, e ce n'è un'altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla. Ciò non significa affatto che, dal punto di vista dell'etica, una sia morale e l'altra immorale [...] In questa no man's land, dove l'uomo vive nella libertà e nel mistero, possono accadere strane cose, si possono incontrare altri esseri simili, si può leggere e capire un libro con particolare intensità, o ascoltare musica in modo anch'esso inconsueto, oppure nel silenzio e nella solitudine può nascere il pensiero che in seguito ti cambierà la vita, che porterà alla rovina o alla salvezza. Ma non bisogna credere che quest'altra vita, questa no man's land, sia la festa e tutto il resto i giorni feriali. Non per questa via passa la distinzione: solo per quella del mistero assoluto e della libertà assoluta. [...] Voglio dirvi ancora una cosa: se permettiamo a qualcuno di organizzare la nostra no man's land, alla fin fine, secondo logica, arriveranno a rinchiuderti in una lussuosa camera di un lussuoso albergo, e bruceranno i tuoi libri, e allontaneranno da te tutti quelli che ami. Basta cedere una volta - e non ci saranno più limiti, e tutto ti verrà tolto; dov'è il confine [...]? Dove saranno allora mistero e libertà?

LA FINE DELL'ALFABETO



[…] Aprì il diario alla prima pagina, passò la mano sulla superficie bianca, pensò un attimo e cominciò a scrivere.
Questa è una storia improbabile. […]

Ogni pagina di questo libretto mi ha strappato una lacrima e un sorriso alternativamente.

È stata dura, deglutire a ogni rigo, ma son contenta di averlo fatto.

E poi lo sapevo a cosa andavo incontro quando, appena comprato, ho subito iniziato a leggerlo fuori dalla libreria.

Una lettura piacevole, una scrittura come piace a me.

Una dura realtà. Ma reatà.

[…] andò in bagno e fece scorrere l’acqua nella vasca. […] Un centimetro di pella d’oca dopo l’altro, Zipper si lasciò scivolare nell’acqua bollente. Vide le dita dei piedi agitarsi all’altro capo della vasca. Chiuse gli occhi quando il calore le penetrò fin nel ossa, calmando una dopo l’altra le onde del suo terrore. […]

[…] un uomo può vedere un centinaio di donne, desiderarne mille, ma sarà sempre un unico profumo ad aprirgli gli occhi e a volgerlo all’amore. E lui non ringrazierà mai abbastanza gli angeli del paradiso per avergli fatto soffiare bene il naso quel mattino. […]

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