FACCIAMO UN GIOCO

facciamo un gioco No, non ho smesso di leggere REGNO A VENIRE, ma come una scemetta oggi non me lo sono messo in borsa, convinta che non avrei avuto tempo. Invece tra un incontro e l'altro, a Milano, avevo un'oretta. La parte più corposa di quest'oretta l'ho spesa in libreria. La restante l'ho utilizzata per inziare a leggere questo racconto che non ho potuto non terminare appena ultimato il mio secondo incontro. Io oserei dire Geniale. Una racconto erotico? Non so. Sicuramente un esperimento di controllo a distanza, e un tentativo di seduzione attraverso la scrittura. Avrei voluto scriverlo io, o meglio, come credo tutte le donne lo abbiano letto, avrei voluto fosse indirizzato a me da qualcuno che amo. Ma io amo? No, ma vorrei, e vorrei trovare chi capisse che la passione e il sesso (estremo??) sono la cosa più bella solo con la persona che ami.




Una delle cose che mi sono piaciute subito di te, è stata l'impressione che tu ci pensassi più della media.



LA PECORA NERA


Elogio funebre del manicomio elettrico

Ho iniziato ridendo e alla fine non sapevo che fare, mi veniva da piangere. Non ho nemmeno avuto il tempo di sottolineare qualcosa. E cosa poi. Ascanio Celestini scrive come parla. E questo spettacolo è scritto divinamente. Mi ha fatto pensare. Mi ha fatto pensare che devo capire. Che tutti dovremmo sforzarci di capire. Non vi rovino la sorpresa. Vi lascio solo l'inizio di questo libricino.


 

 

Io sono morto quest'anno.
Tutti volevano morire quest'anno.

Chi ha vissuto fino a oggi ha visto tutto quello che si poteva vedere.
Ha visto i cani nello spazio, gli uomini sulla luna e un robot a rotelle su Marte. Ha visto esplodere New York, Londra e Madrid e non più soltanto Kabul e Baghdad. Ha visto l'ovetto Kinder che trasforma tutti i giorni dell'anno in una Pasqua infinita. Ha visto il latte in plovere, il vino in tetrapak e le fragole con l'aceto.

Tutti volevano morire quest'anno perché dal prossimo non si vedrà più niente di nuovo. Il mondo si ripeterà come la replica di una trasmissione andata già in onda. Il futuro sarà un riassunto delle puntate precedenti. Da domani anche lo sterminio sarà uno spettacolo noioso.


Emily Dickinson, sillabe di seta

Era debole, ed io ero forte - allora -
Così lasciò che lo guidassi dentro -
Ero debole, e Lui era forte allora -
Così lasciai che mi guidasse - a Casa.

Non era distante - la porta era vicina -
Non era buio - perché anche Lui - venne -
Non c'era rumore, perché Lui non disse niente -
Era tutto quello che mi premeva sapere.

Il giorno bussò - e dovevamo separarci -
Nessuno dei due - era il più forte - ora -
Egli lottò - e anch'io - lottai -
Non lo facemmo - tuttavia!


sillabe di seta

LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO - Oriana Fallaci


 Nulla minaccia la tua libertà quanto il misterioso trasporto che una creatura prova verso un’altra creatura, ad esempio un uomo verso una donna, o una donna verso un uomo. Non vi sono né cinghie né catene né sbarre che costringono a una schiavitù più cieca, a un oblio altrettanto cieco dei tuoi diritti, della tua dignità, della tua libertà.

Ti racconteranno un mucchio di storie sulla necessità del lavoro, la gioia del lavoro, la dignità del lavoro. Non ci credere, mai. […] Il lavoro è un ricatto che rimane tale anche quando ti piace. Lavori sempre per qualcuno, mai per te stesso.

Tra un uomo e una donna ciò che chiamano amore è una stagione. E se al suo sbocciare questa stagione è una festa di verde, al suo appassire è solo un mucchio di foglie marce.

LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO - Oriana Fallaci

Di solito non mi va di leggere più di un libro dello stesso autore.. ma della Fallaci credo che presto ne leggerò un altro. In questo libro ho ritrovato molti (non tutti) dei miei pensieri, sul mondo, sulla vita, sulle donne, sugli uomini.. queste poche frasi non possono spiegare la grandezza (a parer mio) di quest’opera.

LOGO LAND - Max barry

Divertente, da leggere in un boccone. L’autore ci tiene a precisare che sono fatti inventati, ma non lo fa per il lettore che lo capisce già dalle prime vicende. Lo fa per i cosiddetti avvocati poiché i nomi delle aziende protagoniste di questo romanzo sono veri e sono stati utilizzati senza nessuna richiesta di autorizzazione. Naomi Klein lo ha definito il primo thriller no global e consigliava di leggerlo subito prima che fosse censurato. Io l’ho fatto a distanza di qualche hanno. Purtroppo questo libro non è facile da trovare, ne hanno fatto la versione pocket, ma è comunque un’impresa. Se volete passare un paio di giorni in un surreale mondo, non tanto assurdo però, da cui poi è stato tratto un gioco online, vi consiglio di cercarlo.


Logo land-Nel paradiso delle multinazionali e del liberismo sfrenato, il prodotto è l'unica religione e ciascuno è costretto ad assumere il nome della società per cui lavora e dove ogni mezzo è lecito per vendere la propria merce. Così la Nike non esita a mettere in pratica il piano marketing più ardito e cinico della storia: per garantire una copertura mediatica senza precedenti al lancio delle nuovissime Nike Mercury, arriva persino a uccidere. Ma l'agente governativo Jennifer Government è pronta a tutto pur di incastrare chi infrange la legge. Inizia così una caccia all'uomo destinata a svelare un complotto più intricato, che coinvolge istituzioni insospettabili e minaccia la stabilità dell'intero pianeta. Jennifer è l'unica che può sventarlo. Ma un passato oscuro e un tatuaggio misterioso fanno di lei un'eroina ambigua e sfuggente, perennemente in bilico tra la voglia di giustizia e una feroce, insopprimibile sete di vendetta…


 

Sai fare tutto più o meno male, ma hai il senso della frase!










Il sito
Il senso della frase è il punto d'arrivo del concetto espresso quando la frase è ancora nell' utero. è il punto di non ritorno. Un "punto e basta". Un punto esclamativo ma , soprattutto, 666 punti esclamativi.
Diabolico senso della frase, io ti possiedo e ti amo. Fiato alle trombe di eustacchio, rimbombino le tube di fallopio. così è e così è stato.
non so se si nasca con il senso della frase. Di sicuro ci si muore.



La tentazione di suicidarmi mi passò subito: [..] Quanto alle pillole in casa c'era di tutto, tranne quello che mi serviva. Se avessi ecceduto coi purganti, anche da morto, posto che fossi morto, mi sarei vergognato della figura di merda.


Sono violento e odio la violenza. "Che fare?" si era chiesto Lenin. Io avevo la risposta. La risposta era vivere, camminare non distratto dagli ordini dei semafori, camminare pronto a fermarmi per entrare in una vita altrui. L'eroe immaturo, certo, ma anche il testimone partecipe delle altre vite, delle altre storie.


La differenza tra "domani pomeriggio" e "oggi pomeriggio" consiste in un lasso di tempo in cui dormirci su. I giorni non passano. Si raggiungono.


"devi pensare al futuro."
"Non posso. Con tutto quello che mi danno da fare passato e presente."



Nel tempo libero (ma il mio tempo era tutto libero, non permetterei mai al tempo che mi rimane di finire prigioniero) [..]


Le cose perse non si recuperano neanche coi rimorsi. I rimorsi non servono a niente. [..] i rimorsi sono morsi dati di nuovo. Sono baci dati coi denti fino a farsi male.


"E' tutto finito " dicevo a me stesso cercando di simulare la soddisfazione. Invece no, In ogni fine, anche quella di un incubo, restano i residui di rimpianto. Ogni fine ti svuota. E' una piorrea alla bocca dello stomaco. Una diarrea alla coscienza del sedere.


 



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