Sayonara, gangsters


Pioveva a dirotto.
Sul marciapiede davanti casa, dove si gettava l'immondizia, sotto il cartello "Rifiuti incombustibili: martedì", stavano accoccolati un secchio di plastica, una ragazza e un altro secchio di plastica.
Erano tutti e tre bagnati fradici, fino all'osso.
Allungai il braccio, in modo da coprire col mio ombrello anche la ragazza, e dissi: "Qui è vietato gettare persone".
La ragazza indossava soltanto un t-shirt molto leggera e un paio di jeans e tremava dal freddo. Mi lanciò uno sguardo, uno sguardo diffidente.
"Miaooo!" miagolò a un tratto la ragazza.
"Bau bau!" abbaiai io in risposta.
"Io mi sono laureata in letteratura francese, con una tesi su Proust!"
"Io mi sono laureato in letteratura russa, con una tesi su Dostoevskij!"
"Non è vero ho mentito. Ho lasciato il liceo a metà e mi sono messa a lavorare nel giro dei locali notturni."
"Anch'io ho mentito. Ho lasciato la scuola media a metà e mi sono messo a fare il mantenuto di una ragazza che lavorava nel giro dei locali notturni."
"Non è vero, ho mentito di nuovo. Ho studiato tauromachiain Francia, alla Sorbona."
"Mnh, e io ho studiato presso la facoltà di wrestling della Columbia University."
"Mio padre fa il procuratore, mia madre è membro di una commissione arbitrale per le controversie relative a questioni familiari, e mio fratello è arruolato in marina."
"Caspita, allora devo stare attento... Mio padre è un ladro, mia madre è alcolizzata e mio fratello fa il pappone."
"Mio nonno è eschimese e mia nonna è papuana."
"Ma davvero? Mio nonno era un pigmeo. Quanto a mia nonna pare addirittura che non fosse umana."
"Io ho otto figli."
"Ah, mi hai fregato: io ho tre figli, tre nipoti e un pronipote. Fanno solo sette."
"Ascoltami bene: io sono una lesbica frigida! Lo sono sin da quando mia madre cominciò a flirtare col nostro sanbernardo."
"Che coincidenza, pressappoco come me: io sono uno omosessuale impotente! Lo sono sin da quando il temperamatite che usavo alle elementari si ruppe."
"Io ho un solo seno" disse la ragazza alzandosi finalmente in piedi e sorridendo.
"Il mio collo durante la notte si allunga, ma io mi sforzo di non farci caso. Ti assicuro che la cosa migliore è proprio non farci caso."
"Ho fame, non magio da secoli! E mi gira anche la testa!"
Quando mi caricai sulla schiena quella ragazza che a momenti moriva di fame, notai che teneva in mano una cesta.
"Cos'hai lì dentro?"
"Enrico IV."
E' così che Song Book e io ci siamo conosciuti.

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