Elogio funebre del manicomio elettrico
Ho iniziato ridendo e alla fine non sapevo che fare, mi veniva da piangere. Non ho nemmeno avuto il tempo di sottolineare qualcosa. E cosa poi. Ascanio Celestini scrive come parla. E questo spettacolo è scritto divinamente. Mi ha fatto pensare. Mi ha fatto pensare che devo capire. Che tutti dovremmo sforzarci di capire. Non vi rovino la sorpresa. Vi lascio solo l'inizio di questo libricino.
Io sono morto quest'anno.
Tutti volevano morire quest'anno.
Chi ha vissuto fino a oggi ha visto tutto quello che si poteva vedere.
Ha visto i cani nello spazio, gli uomini sulla luna e un robot a rotelle su Marte. Ha visto esplodere New York, Londra e Madrid e non più soltanto Kabul e Baghdad. Ha visto l'ovetto Kinder che trasforma tutti i giorni dell'anno in una Pasqua infinita. Ha visto il latte in plovere, il vino in tetrapak e le fragole con l'aceto.
Tutti volevano morire quest'anno perché dal prossimo non si vedrà più niente di nuovo. Il mondo si ripeterà come la replica di una trasmissione andata già in onda. Il futuro sarà un riassunto delle puntate precedenti. Da domani anche lo sterminio sarà uno spettacolo noioso.

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