GIORNI DISPARI

Giorni Dispari - Giovanna BandiniIl tuo sedere si spinge in fuori - verso l'alto, verso di me - [..] e io mi succhio le dita per farcele scivolare [..]. Gemi, mormori, gridi. Apprezzi la mia fatica per te mentre con la mano che ho libera ti faccio presa su una spalla e muovo l'altra in modo da spingerti in avanti, verso la testata del letto. Il movimento ti fa godere.
L'immaginazione è la realtà virtuale più potente che esista. Riesco a risentire gli odori.
Mi chiedo come ho fatto a resistere tutto questo tempo senza chiamarti, senza sentire la tua voce al telefono. Mi sembra di aver compiuto un'impresa eroica. Non avere fatto una telefonata mi sembra un atto eroico. Come può essere un'azione, eroica per giunta, il non fare?
Fa male, a te, sentirmi parlare d'amore; ti fa paura, lo so, il nostro amore sconveniente, fa paura anche a me. Ma non si può tacere sempre, almeno io non posso, quando ami qualcuno hai bisogno di dirglielo, ti esce proprio fuori, come se le parole saltassero giù dalla bocca per conto loro.
Mi dispiace, non sto facendo niente con la mano. Tu sei di buon umore, hai voglia di giocare. Non ci capiamo quasi mai. I nostri pensieri, le nostre sensazioni profonde, quelle che hanno radici nell'affetto, sono lontane miglia marine.
Ma io la ragione l'ho persa, nella mia testa c'è solo la follia. E nessuno può andare sulla luna a riprendere il senno per me.
Fa' finta di nulla come se non avessi parlato, tanto lo fai sempre, sono mesi che va avanti così, che io ti lascio tutte le settimane e tu mi ritelefoni come se niente fosse, fa' conto che sia stata una delle solite volte, no? In fondo cosa c'è stato di diverso, perché non dovresti tornare? E se tu non torni tornerò io, sì stavolta posso farlo, voglio farlo, lo faccio. Tornerò io.
Fare l'amore con te mette in crisi tutta la mia vita. So che se provassi ogni volta quello che ho provato oggi, sarebbe la fine, penserei di non poterne più fare a meno. Di non poter più fare a meno di te.
L'amore: perchè io penso sempre all'amore? Questo potrebbe non esserlo affatto. Ma è una possibilità che quasi non prendo in considerazione.
In verità non so scegliere mai, in niente. Anche nelle cose più piccole o semplici mi perdo, mi incanto, mi blocco. Perfino nei negozi, tra i vestiti, se devo scegliere tra due, se l'uno o l'altro... alla fine tutti e due o nessuno. Scegliere è escludere. Io devo sentire di avere sempre tutte le possibilità aperte. Devo sentire che niente è definitivo, niente è per sempre, perchè sempre è la morte.
Le persone e le cose pretendono risposte: a un certo punto un sì o un no si deve dire, anche con un filo di voce. Anche io dovrò farlo, forse ho già cominciato. Anche dire "io non scelgo, non faccio niente" è già lo stesso scegliere o fare: provocherà le azioni e le reazioni degli altri. Allora dovrei smettere di fare qualunque cosa. Qualunque. Allora l'unica alternativa vera sarebbe lasciarmi morire.
Adesso il mondo degli altri mi è caduto addosso, non ho fatto in tempo a scansarmi, non ho proprio visto che cadeva.
Amo te, io amo te, lo so, senza alcuna ragione, proprio perchè non c'è ragione. [..] Poteva avere tutte le doti del mondo o nessuna, non aveva importanza: mi aveva fatto innamorare

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